EDILIZIA NATURALE
Si è scelto questo termine per identificare un concetto costruttivo dove vengono impiegati solamente materiali naturali non alterati da processi di trasformazione; la definizione di “bioedilizia” infatti è oltremodo svalutata e impiegata nel marketing per illudere sulla presenza di materiali naturali, su tecniche costruttive che rispettano l’ambiente e la salute degli abitanti; isolanti sintetici (derivati del petrolio e fibre minerali), malte cementizie, colle del legno e in generale futuri rifiuti speciali (es. cartongesso, EPS) o peggio potenzialmente pericolosi (es. lana di roccia) non possono trovar spazio in una costruzione realmente salubre, che può essere al contrario realizzata con sostanze innocue o addirittura benefiche per la salute.
L’OMS nel 1989 ha denominato “Sindrome della casa malata” (SBS, Sick Building Syndrome), responsabile del 2,7% delle malattie. Si tratta certamente di un dato sottostimato, dato che molti casi non vengono diagnosticati.
Sintomi misteriosi come mal di testa, vertigini, sonnolenza, eruzioni cutanee, asma, problemi respiratori / polmonari, immunodeficienze, alterazioni del ritmo cardiaco, allergie, aborti, congiuntiviti, tumori, potrebbero dipendere dagli ambienti chiusi dove trascorriamo la maggior parte della giornata.
Nei materiali edili si nascondono infatti innumerevoli sostanze tossiche che pregiudicano il benessere psicofisico degli occupanti l’edificio: es. formaldeide (colle del legno), ceneri volanti (cemento), ritardanti di fiamma (es. HBCD nell’EPS), antiparassitari.
Un dato sorprendente è quello che certifica che l’aria maggiormente inquinata è quella che respiriamo all’interno delle nostre case, dei nostri uffici e di altri edifici, dalle 5 alle 50 volte più inquinata rispetto a quella esterna.
La casa è il nostro “nido”, il luogo in cui ci riposiamo e ci rigeneriamo, l’involucro dell’abitazione ci avvolge mentre, nel sonno, siamo più vulnerabili. Non conviene realizzarlo con materiali benefici e confortevoli?
L’edilizia naturale costruisce in armonia con il naturale modo di vivere prevedendo:
- Impiego di materiali costruttivi naturali (terra cruda, canapa, legno massello, sughero autocollato, calce) non tossici o meglio ancora benefici per la salute, rigenerabili, che hanno subito processi di estrazione e lavorazione non impattanti sull’ambiente (consumi di energia, di materie prime non rigenerabili, immissione di CO2 e di altre sostanze nocive in atmosfera).
- Traspirabilità dell’involucro: isolare non significa soffocare e impedire gli scambi gassosi con l’esterno; l’edilizia naturale non concepisce “case sommergibile” al cui interno la vita dipende dagli impianti di ventilazione.
- Riscaldamento radiante (come quello del sole).
- Ventilazione naturale e impiantistica ridotta al minimo.
Secondo medici, psicologi e pedagoghi un primo punto cardine è la Natura: gli elementi naturali riducono l’affaticamento mentale e ristorano l’attenzione. Un tema importante del concetto di Natura nel nostro vissuto è legato alla biofilia, ovvero l’attrazione ancestrale dell’uomo per la Natura; essere esposti a elementi naturali si associa ad alti livelli di benessere psicologico con riduzione di stress e ansia. Materiali ed elementi naturali rendono le nostre abitazioni sane , “ambienti rigenerativi”, ristorativi, concetti base dell’ effetto restorativeness.
Contrariamente a quanto si possa pensare i materiali naturali hanno una durata notevolmente superiore rispetto a quelli sintetici, garantiscono un comfort impareggiabile, non necessitano di manutenzione e consentono un notevole risparmio energetico; peraltro (aspetto che dovrebbe essere il più importante) i materiali naturali non causano patologie agli occupanti dell’edificio, ma determinano al contrario una sanificazione naturale.
Sorprende il fatto che, in sede di progettazione complessiva, i costi complessivi risultano spesso inferiori rispetto a quelli di una realizzazione effettuata con materiali di sintesi.
La terra cruda è il materiale protagonista dell’edilizia naturale. Nonostante si tratti di un materiale utilizzato da migliaia di anni, presente in circa due terzi degli edifici nel mondo, non è conosciuto nemmeno dalla maggior parte degli addetti ai lavori, non essendo economicamente interessante per le multinazionali; si tratta dell’unico materiale edile vivo, avente una propria ininterrotta attività concernente numerosi importanti aspetti:
– Massa pesante (quasi 2 tonnellate/mq): grande inerzia termica, che consente di risparmiare sulla climatizzazione estiva sino a renderla assolutamente superflua.
– Regolazione dell’umidità: viene mantenuta costantemente attorno al 55%.
– Riduzione dell’inquinamento indoor: attività sanificante realizzata mediante la metabolizzazione e conseguente distruzione degli inquinanti.
– Annullamento degli odori.
– Barriera all’inquinamento elettromagnetico.
– Attività antistatica (ci si dimentica di spolverare).
– Attività antisettica “selettiva”, dolce ed efficace, nei confronti dei soli germi patogeni (muffe, virus e batteri).
– Attività antiallergica.
– Repellente per gli insetti.
– Isolamento acustico: è fonoassorbente (niente riverbero nemmeno nei locali pubblici) e fonoisolante (uno dei pochi materiali efficace per le frequenze basse).
– Responsabile di un comfort impareggiabile, non spiegabile solamente con gli aspetti elencati precedentemente, probabilmente da spiegarsi con l’attività energetica ovvero grazie al fatto che l’argilla ha innumerevoli effetti farmacologici ampiamente documentati; in commercio si trovano diverse argille come componenti di creme e farmaci sia per uso interno che esterno; non da ultimo può essere menzionato che vi sono diversi casi documentati di utilizzo della terra cruda anche a livello di ausilio per cure psicologiche.
- Altri campi di applicazione della terra cruda si trovano in Natura, dove gli strati di argilla purificano le acque rendendole potabili, proteggono curano e disinfettano ferite di animali selvatici; l’argilla viene inoltre utilizzata per bonificare siti inquinati, anche da idrocarburi.
Fatto incredibile, la terra cruda svolge in eterno queste attività, essendo in grado di autopurificarsi metabolizzando di continuo le sostanze inquinanti e tornando sempre allo stato originario (ecco perché si parla di materiale “vivo”).
Le finiture in terra cruda ri realizzano con intonaci privi di pigmenti, il cui colore dipende esclusivamente dal colore dell’argilla e degli inerti impiegati; l’estetica è straordinaria, dona comfort visivo ed emozionale sia nelle lavorazioni moderne che in quelle materiche.
Osservando la società che ci circonda, si può notare come la quasi totalità dei prodotti artificiali che ritroviamo nel quotidiano siano caratterizzati da una filosofia “dalla culla alla tomba”. In altri termini quando un bene arriva alla fine della sua vita utile, viene riciclato (impiegando energia) bruciato o messo in una discarica con tutte le conseguenze che ciò implica.
Da alcuni decenni si è incominciato a dare attenzione all’intero ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime fino alla sua dismissione. Così nel 1990 l’Organismo Internazionale per la Standardizzazione (ISO) ha codificato la procedura per l’esecuzione di un’analisi completa appunto del ciclo di vita di un prodotto, conosciuto con l’acronimo LCA (Life Cycle Assessment).
La terra cruda in particolare (eternamente riutilizzabile) si avvicina moltissimo ad un modello “dalla culla alla culla”, ovvero un nuovo approccio progettuale sviluppato dal chimico tedesco Michael Braungart e dall’architetto americano William McDonough. Secondo tale filosofia i prodotti, opportunamente progettati a monte, si inseriscono in modo ottimale nel contesto ambientale arrivando addirittura ad eliminare il concetto di “rifiuto”.